martedì 19 settembre 2017

REVIEW PARTY: Recensione 'Insieme Siamo Perfetti' di Penelope Douglas



Non posso fare a meno di sorridere leggendo la sua lettera. Mi manca. In quinta elementare a ciascuno di noi venne assegnato un amico di penna tra i ragazzini di un’altra scuola. Mi chiamo Misha, e pensando che fossi una femmina, l’altro insegnante mi mise in coppia con una sua allieva, Ryen; la mia maestra, credendo che Ryen fosse un maschio come me, non obiettò. Dal primo momento in cui io e Ryen abbiamo iniziato a scriverci, abbiamo litigato su tutto. E le cose non sono cambiate in questi sette anni. Le sue lettere sono sempre scritte in inchiostro argento su carta nera. A volte ne arriva una alla settimana, altre volte tre nello stesso giorno, ma sento che ormai sono diventate una necessità per me. Lei è l’unica che mi aiuta a tenere la rotta, l’unica che mi accetta per come sono. Abbiamo solo tre regole fra di noi. Niente social media, niente numeri di telefono, niente foto. Fino a quando, in rete, sono incappato nella foto di una ragazza di nome Ryen, che ama la pizza di Gallo, e adora il suo iPhone. Quante possibilità c’erano che fosse lei? Accidenti! Dovevo incontrarla. Certo non potevo immaginare che avrei detestato ciò che stavo per scoprire. 

RECENSIONE

Vuoto.
Imbroglio.
Paura. 
Vergogna.
Chiudi gli occhi, non c'è nulla da vedere qui fuori.




Pazzesco. Questo libro è pazzesco. Un tripudio di meravigliosa pazzia. Un. Capolavoro. 
Penelope Douglas, dopo averci fatti sognare con la Fall Away Series( RECENSIONE QUI) e l'autoconclusivo Corrupt (RECENSIONE QUI), torna in Italia con un romanzo che unisce due generi e ne forma uno nuovo completamente meraviglioso: in Punk 57, il mondo adolescenziale di cui Penelope Douglas è solita scrivere si colora di nero, di sentimenti viscerali ed adulti, di sensazioni oscure e semplicemente irresistibili.

Misha e Ryen sono due amici di penna. Lo sono da 7 anni, da quando i loro insegnanti sbagliarono ad abbinarli. Da quel momento, la corrispondenza tra loro diventa essenziale quanto l'acqua e, crescendo, nulla cambia tra loro. Si raccontano tutto, non hanno paura di essere loro stessi e di mettere nero su bianco i loro pensieri più profondi. Ma si sono dati la sacrosanta regola di non cercarsi sui social media e di continuare sempre a scriversi solo con le lettere, per preservare per sempre il loro speciale legame. Ma, a 18 anni, Misha trova per sbaglio in rete una ragazza che si chiama Ryen ed ha tutte le caratteristiche della sua cara amica di penna. Da quel preciso istante, nulla è più lo stesso.

Misha scopre presto che le bugie possono essere mascherate veramente bene, specie da qualcuno abituato a dirle. Ryen non è la ragazza che pensava fosse, e sembra essere proprio ciò che diceva di detestare. Le persone mentono, anche a loro stesse, e le ragioni possono essere una, nessuna e centomila. Ma per Misha non è importante, davanti a sè vede solo una ragazza che gli ha sempre detto menzogne e ne ha abbastanza. Ma, si sa, il confine tra odio e amore è molto, molto sottile...




Ho amato alla follia questo romanzo. Dalla prima all'ultima pagina. In alcune sequenze è stato un po' troppo affrettato, ma non cambierei comunque una virgola di questo piccolo gioiellino. Parole non dette, segreti, e menzogne stanno alla base di tutta la vicenda e tutto quanto è gestito nel modo particolare e perfetto tipico della Douglas. Quando pensi che potrebbe succedere qualcosa, Penelope ribalta la situazione in un batter d'occhio e ti ritrovi frastornata da quello che hai appena letto e che mai ti saresti aspettata. 

Eravamo perfetti l'uno per l'altra. 
Finchè non ci siamo incontrati.

Misha è un personaggio che ho apprezzato veramente tanto. È umano, con i suoi pregi ed i suoi difetti: sensibile, acuto, prepotente quando viene messo in discussione, e veramente reale.
Ma la vera protagonista è senz'altro Ryen. Non solo perché si scoprirà essere il punto cardine del romanzo - e non dico nulla per evitare spoilers- ma anche perché rappresenta l'adolescenza. E' tutto il contrario di un'eroina, non è la perfezione, è umana e lo è nel modo più spiazzante possibile. Con Tate in "Mai per amore" Penelope aveva parlato del bullismo;  con Ryen, credo che abbia voluto aprire un dibattito sul tema importante e difficile dell'apparenza, della solitudine, del volersi sentire accettati senza però accettarsi.
Argomenti attuali,  argomenti che la Douglas tratta sempre con la giusta accortezza e grande dose di realismo. Aggiungeteci una storia d'amore sul filo sospeso dei segreti e dei rimpianti ed uno stile da mozzare il fiato. Ecco che cos'è Punk 57. 




Lo consiglio? Assolutamente! Raramente è possibile trovare un romanzo cosi' appassionante e ben scritto. Solo la Douglas è capace di creare capolavori di questo genere, e solo lei è capace di far commuovere a fine libro, nella sua Nota Dell'Autrice (leggere per credere).
Il mio voto è 10/10! Ora vi invito a dare un'occhiata al calendario per scoprire dove poter trovare le prossime recensioni di questo gioiello!


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Un abbraccio e alla prossima recensione!















2 commenti:

  1. lo sto leggendo e per il momento la penso proprio come te. E' molto avvincente

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    1. Verissimo, Chiara *-* buona lettura! <3

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